Infiammazione latente: inflammaging

infiammazione latente

Che cos’è l’infiammazione latente?

In generale, dopo un’infezione, il sistema immunitario si allerta per difenderci producendo le citochine infiammatorie con comparsa di febbre, dolori, gonfiore, arrossamento.
Trattasi di una reazione positiva di difesa.

Recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato che un’infiammazione latente poco controllata può essere scatenata anche da alcuni cibi assunti ripetutamente ed in dosi eccessive, da utilizzo smodato di medicinali, sedentarietà, disordini alimentari, patologie autoimmunitarie (psoriasi, tiroiditi, artriti autoimmuni, diabete, fibromialgia, eccetera).
Questa reazione è nota come Infiammazione Silente o Inflammaging, cioè una infiammazione di basso grado che logora e invecchia i nostri tessuti ed organi. 

L’Infiammazione latente è una condizione infiammatoria insidiosa, scatenata da un’alimentazione scorretta, stile di vita inadeguato, inquinamento ambientale, tossicosi da pesticidi, stress, che inducono il sistema immunitario ad una cronica reazione infiammatoria di difesa.

L’invecchiamento è, infatti, un processo fisiologico delicato e influenzato da molti fattori, alcuni esterni come lo stile di vita e l’alimentazione, altri interni come i processi infiammatori.

I fattori interni agiscono attaccando le cellule del nostro organismo e determinandone il deterioramento. Sono capaci di danneggiare i lipidi, in particolare quelli delle membrane cellulari, le proteine e i carboidrati.

Uno di questi fattori, come accennato, è l’infiammazione, vero e proprio biomarker dell’invecchiamento. Il rapporto tra infiammazione e invecchiamento è talmente stretto che è stato coniato il termine inflammaging (“inflammation” + “aging”), per indicare l’infiammazione cronica che fa invecchiare l’organismo più velocemente.

infiammazione latente

L’infiammazione è un meccanismo di difesa fisiologico del nostro organismo, attuato nei confronti di agenti patogeni esterni o di eventi traumatici. Una volta fatto fronte al pericolo, l’infiammazione dovrebbe passare rapidamente senza lasciare traccia.
Se questo non avviene, il nostro corpo permane in uno stato di infiammazione cronica costante, che può danneggiare cellule e tessuti.

L’infiammazione favorisce l’invecchiamento precoce dell’organismo attraverso tre meccanismi principali:

  • Stimolo della glicazione: causa l’alterazione delle proteine che costituiscono collagene ed elastina, le quali sono contenute nel tessuto connettivo e rendono la pelle elastica e tonica;
  • Aumento dello stress ossidativo: una condizione che espone le nostre cellule all’attacco di agenti ossidanti;
  • Produzione di citochine: piccole proteine con la funzione di messaggero; ognuna di loro contiene dei comandi specifici per le cellule, contribuendo al propagarsi dell’infiammazione stessa.

Il controllo del cronicizzarsi dei processi infiammatori può essere attuato tramite:

  • Il raggiungimento del giusto equilibrio tra Omega3 e Omega6;
  • L’utilizzo di nutraceutici antiossidanti;
  • Il raggiungimento o mantenimento di un buon equilibrio della flora batterica intestinale;
  • Il rafforzamento di alcune abitudini alimentari e di stile di vita salutari.

Una dieta antinfiammatoria deve combinare sostante antiossidanti, grassi polinsaturi, carboidrati a basso indice glicemico per non avere picchi glicemici dopo il pasto riducendo la risposta infiammatoria.
Bisogna aumentare il consumo delle fibre che derivano dalla verdura, frutta e legumi così migliora la composizione della flora batterica intestinale (microbiota) , che riduce l’infiammazione sia intestinale che sistemica.

I cibi antinfiammatori:

  • frutta secca come mandorle e noci
  • frutti di color rosso o viola scura come fragole, mirtilli, ciliegie e arance
  • olio d’oliva extravergine, olive
  • pesci grassi come salmone, sgombro e sardine
  • spezie come curcuma e zenzero
  • tè verde
  • verdure a foglia verde, come spinaci, cavoli e broccoli

TEST DELL’INFIAMAZIONE CRONICA LATENTE – IL CYTOBALANCE TEST

Mantenere i livelli dei mediatori dell’infiammazione (le cosiddette “citochine”) al di sotto dei limiti di allerta può aiutare a ridurre i fattori di rischio correlati allo sviluppo di malattie associate all’infiammazione.

Con CYTOBALANCE, si mette a disposizione un sistema di rilevazione degli eccessi di citochine nel sangue di persone sane in cui non sono presenti sintomi di patologie croniche o alterazioni genetiche prodromiche allo sviluppo di patologie cronico-degenerative, ma in cui è possibile identificare o prevenire condizioni fisiologiche o pre-patologiche che predispongono alla comparsa di queste alterazioni e di questi sintomi.

Condividi questo articolo

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su print
Condividi su email